“PRO.S.E.C.CO.”, anche un vigneto può produrre energia

“PRO.S.E.C.CO.”, anche un vigneto può produrre energia

Anche il Prosecco può diventare energia. Oggi andiamo a monte della degustazione nel bicchiere per risalire al momento in cui le nostre bollicine altro non sono che bacche, tralci d’uva e sarmenti: in una sola parola, un vigneto. Tutto quel che di naturale rimane dopo la messa in bottiglia del vino (nella fattispecie i rifiuti biologici che derivano dal processo di produzione) deve essere smaltito: e così, per  evitare la bruciatura all’aperto, una pratica nociva per l’ambiente, inquinante e vietata in molte zone, è nato il progetto PRO.S.E.C.CO.

Un acronimo che sta per PROduzione Sostenibile di Energia da Combustione e di Compost, sperimentazione che prevede un riuso intelligente delle biomasse in ambito aziendale. In che modo? Magari utilizzando i sarmenti come combustibile per la produzione di energia termica, oppure, perché no, come humus per il suolo. Il progetto per il momento è partito in Veneto, e coinvolge il Consorzio Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, la Cantina Produttori di Valdobbiadene Società Cooperativa e il il Dipartimento TESAF dell’Università di Padova.

I primi risultati, per lo più positivi, sono stati resi noti lo scorso 9 maggio proprio a Valdobbiadene. Insomma, il Prosecco diventa amico dell’ambiente (oltre che degli intenditori) e allarga i suoi orizzonti oltre la soglia del prodotto finito: per la serie “Nulla si creanulla si distrugge, tutto si trasforma“.


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