Spumante, frizzante e tranquillo: qual è la differenza

Spumante, frizzante e tranquillo: qual è la differenza

Tra somiglianze e differenze, i vini hanno tante di quelle caratteristiche che spesso è complicato darne una descrizione precisa. E non è solo un fattore di gusto, olfatto e uve selezionate, ma anche (come ben sappiamo) di bollicine. L’effervescenza (o, se vogliamo, perlage) dovuta all’anidride carbonica, infatti, permette di distinguere tre tipi diversi di vino: spumante, frizzante e tranquillo.

Lo spumante naturale, prodotto con metodo Classico o Charmat, si ottiene tramite una rifermentazione in bottiglia (o in autoclave) che, generando anidride carbonica, porta la pressione interna oltre i 3.0 bar. All’apertura, la schiuma che si sviluppa è fine e persistente, proprio come quella che si può osservare stappando una bottiglia di Prosecco Spumante di Valdobbiadene.

Un vino frizzante, invece, ha un contenuto di anidride carbonica molto leggero e, di conseguenza, un’effervescenza moderata. Anche qui cambia la pressione, in genere compresa tra 1 e 2.5 bar. Può essere considerato una via di mezzo tra lo spumante e il vino fermo, detto anche tranquillo. In quest’ultimo caso il perlage manca completamente, e ciò è dovuto all’assenza della rifermentazione in bottiglia o in autoclave. Anche il Prosecco ha una sua varietà “tranquilla”, naturalmente senza bollicine!


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